“Luigi Mara (1939-2016). Le lotte per la salute e l’ambiente di AA.VV.”

  “Luigi Mara (1939-2016). Le lotte per la salute e l’ambiente di  AA.VV.” 

 

Il 12 maggio dello scorso anno è scomparso a Castellanza (VA), colpito da improvvisa emorragia cerebrale,  Luigi Mara  fondatore (nel  1976 con il prof. Giulio Maccacaro) di “Medicina Democratica- Movimento di lotta per la salute”. Una nota stampa di Medicina Democratica nazionale lo descrive come “un raro esempio di intellettuale in cui il rigore scientifico e la chiarezza di intenti si univano a una integra (e integrale) scelta a fianco della classe lavoratrice, incredibilmente capace di lavorare contemporaneamente su molteplici luoghi, da Marghera al resto d’Italia per rappresentare attivamente Medicina Democratica nelle campagne e nei processi contro le produzioni industriali nocive in special modo quelle del comparto chimico, ma anche contro le proposte di impianti fortemente  inquinanti e rischiosi per la salute dei lavoratori come degli abitanti dei territori coinvolti”.  Nel febbraio  scorso a Brescia la “Fondazione Archivio L. Micheletti”, che custodisce anche un’ eccezionale sezione documentaria di storia dell’ambiente, ne ha celebrato la figura con un’iniziativa i cui atti sono pubblicati nel numero di marzo 2017 della rivista on line “Altronovecento”(www.fondazionemicheletti.it/altronovecento/) al capitolo “Luigi Mara (1939-2016). Le lotte per la salute e l’ambiente di  AA.VV.    Poiché tra le numerose realtà associative che si giovarono delle sue collaborazioni, sempre di sicuro spessore scientifico come di generosa disponibilità verso le popolazioni a rischio  salute, ci fu anche il “Comitato Civico Tutela del Territorio” di Montichiari impegnato, negli anni “90 del secolo scorso, principalmente contro la volontà di realizzazione della piattaforma-inceneritore per rifiuti  speciali “Montecno”,  riportiamo qui l’intervento del monteclarense  Diego Bodei che nell’occasione ha portato una sua testimonianza sull’incontro e la presenza a Montichiari di questo protagonista del pensiero e del movimento ambientalista  italiano.  Le attività di oggi del nostro circolo di Legambiente non possono non tener conto anche delle problematiche e delle passate vicende di interesse ambientale.

 

Intervento di Diego Bodei

 

Faccio parte, da molti anni, di quell’ancora ridotto – purtroppo – numero di cittadini che a Montichiari, con modestissimi risultati, si oppongono alla volontà economica, non sempre ma spesso consonante con quella politico-amministrativa, che lucra abbondantemente sull’escavazione di ottima sabbia e ghiaia della brughiera per poi riempire le voragini risultanti con milioni di tonnellate di rifiuti di ogni tipologia.

Questo tributo di suolo, di acque di superficie e di falda, di salubrità dell’aria (ultimamente degradata anche da inquinamento odorigeno) e probabilmente anche di misconosciute compromissioni dello stato di salute della popolazione locale si protrae da circa un trentennio.

Nel faticoso, e spesso perdente, impegno di salvaguardia del territorio e della salute dei residenti ci è capitato fortunatamente, negli anni, di incontrare alcune persone ricche di sensibilità umana e competenza che si sono messe generosamente a disposizione della “popolazione a rischio”, avrebbe detto Luigi, per contribuire a respingere almeno alcuni degli impianti altamente impattanti a cui, a detta dei proponenti, il territorio di Montichiari pareva particolarmente vocato.

Non potevo non essere qui stamani a testimoniare che tra questi nostri sapienti e generosi alleati c’è stato Luigi Mara di cui oggi ricordiamo l’umanità e il valore.

Luigi è venuto fisicamente a Montichiari per delle iniziative pubbliche 4 volte:

  • sabato 23 novembre 1978 per una proposta di riflessione sulla salute dell’ambiente e dei luoghi di lavoro promossa dai circoli ARCI di Montichiari e Carpenedolo per parlare appunto di “Ambiente-fabbrica-salute” come esponente di spicco del consiglio di fabbrica della Montedison di Castellanza.
  • poi nel corso della lotta (quella sì vincente) per contrastare, in piena tangentopoli, la realizzazione di una mega-piattaforma di incenerimento ed inertizzazione di rifiuti tossico-nocivi proposta dal gruppo Ferruzzi venne, come esponente di Medicina Democratica, il 5 luglio 1991 in un affollato convegno con diversi relatori a parlare di “Ecobusinnes dei rifiuti industriali. Ipotesi alternative all’incenerimento”
  • e di nuovo quell’anno, il 22 novembre 1991, in un altro partecipato convegno al cine-teatro parrocchiale, intitolato “Incenerimento di rifiuti tossico-nocivi: rischi sanitari e possibili alternative di degradazione” relazionò, come esponente del “Centro per la salute Maccacaro” di Castellanza, contribuendo robustamente a smontare le false certezze, le interessate minimizzazioni dei rischi che erano venuti a spandere in paese a piene mani diversi ” accademici sacerdoti dell’incenerimento democratico”, come li definì Luigi con la sua peculiare severa ironia.
  • venne infine il 9 febbraio del 1994 a tenere una lezione all’interno del corso monografico promosso dalla nostra Associazione Comitati Civici Bresciani e patrocinato da CGIL-CISL-UIL e dai Comuni di Castenedolo e Carpenedolo intitolato “Ecosistema rifiuti: ridurre, riusare, riciclare e…” relazionando sul tema: “Dentro ai cicli produttivi: sostituzioni, riduzioni, riusi, riciclaggio, detossificazioni possibili dei rifiuti industriali” perché era per lui centrale l’esigenza di far convivere una rigorosa informazione tecnico-scientifica in un orizzonte culturale e politico con al centro la salute, la sicurezza, la soggettività operaia e popolare, la democrazia diretta.

Contribuimmo poi come Comitati Civici Bresciani a fargli presentare il 21 settembre 1994 qui in città al Museo Ken Damy, in collaborazione con la libreria Rinascita e con un buon afflusso di pubblico, quella che credo sia stata la sua maggior fatica editoriale: il documentatissimo libro “Oltre lo spreco” uscito appunto in quell’anno.

Se posso, una notazione a margine: mi pare che in tre di quelle quattro sue presenze a Montichiari lo abbia accompagnato un giovane Marco Caldiroli che poi, pochi anni fa, ha contribuito con osservazioni precise sulla procedura di V.I.A. dell’inceneritore per rifiuti d’amianto Aspireco a impedirne la realizzazione in Montichiari, un contributo sapiente tanto quanto quelli del suo amico e maestro Luigi Mara sull’inceneritore Montecno.

Luigi Mara ha affermato e praticato un principio che la mia modesta ma lunga esperienza mi ha portato a condividere pienamente: “non è data prevenzione, cioè salute ed ambiente, senza partecipazione”.

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