Alla Fiera Agricola Zootecnica di Montichiari del 17 – 19 febbraio si pubblicizzava il glifosato

L’agricoltura oggi è molto importante nelle sfide ambientali e per lo sviluppo dell’economia verde.

Se, per un lungo periodo nel secolo scorso, l’agricoltura, attraverso la sua “industrializzazione” è stata responsabile di gravi squilibri ambientali (impoverimento del suolo, deforestazione, forzatura della maturazione, cibi contaminati da residui chimici, ecc.ecc.) oggi molti agricoltori sono attenti alla stretta relazione fra le coltivazioni e l’ambiente.

Il garantire cibo buono e allo stesso tempo la tutela delle risorse naturali, la riscoperta di sapori e di prodotti abbandonati da tempo per mancanza di convenienza esclusivamente economica alla produzione, sono fra gli elementi oggi alla base di una nuova concezione di agricoltura.

Stupisce, pertanto, all’interno della Fiera Agricola Zootecnica Italiana che si è tenuta la scorsa settimana a Montichiari, la presenza della pubblicizzazione del glifosato, un erbicida sul quale, ormai da alcuni anni, l’attenzione è piuttosto alta.

Cosa è il glifosato?

Per una annotazione sintetica e precisa riportiamo quanto pubblicato da Legambiente nel “Rapporto stop pesticidi 2017”, consultabile interamente a questo link internet:

https://www.legambiente.it/sites/default/files/docs/stop_pesticidi_rapporto_2017.pdf

“La storia del Glifosato è molto complessa, sia per gli interessi economici che smuove essendo l’erbicida più usato al mondo e sia per i pareri scientifici discordanti rispetto ai rischi per la salute dell’uomo e dell’ambiente.

Questo principio attivo è presente in oltre 750 formulati, tra cui il Roundup, marchio registrato dalla multinazionale Monsanto, dedicati alle colture intensive, agli orti e al giardinaggio.

Nel 2014 la produzione mondiale di Glifosato ha superato le 800.000 tonnellate e il trend nei prossimi anni è destinato a crescere e si stima che entro il 2020 la richiesta possa raggiungere il milione di tonnellate.

Il suo mercato è legato all’impiego delle colture geneticamente modificate (OGM) resistenti al Glifosato.

Sul piano normativo, le autorizzazioni sul Glifosato sono caratterizzate da un susseguirsi di proroghe. La Commissione Europea ne aveva già richiesto il rinnovo per 15 anni dopo la scadenza a dicembre 2012, senza però ottenerne il via libera per il mancato raggiungimento della maggioranza tra i 28 membri dell’Unione Europea. Quella approvata a giugno 2016 è la terza proroga e permetterà di arrivare alla fine del 2017, in attesa del documento conclusivo dell’ECHA (Agenzia Europea per la Chimica) sull’impatto del Glifosato sulla salute umana e sull’ambiente.

La Commissione ha deciso alla fine di giugno di prorogare di altri 18 mesi l’autorizzazione all’uso del Glifosato, anche se nello stesso tempo ha chiesto agli stati membri di limitarne l’uso nei luoghi pubblici.

In questo senso, infatti, il 22 agosto scorso in Italia è entrato in vigore un decreto del ministero della salute che ne limita l’uso e il commercio.

È vietato usare Glifosato in luoghi pubblici come parchi, giardini, campi sportivi e zone ricreative, aree gioco per bambini, cortili ed aree verdi interne a complessi scolastici e strutture sanitarie.

È vietato anche impiegarlo in agricoltura nel periodo che precede il raccolto e la trebbiatura.

Il decreto inoltre revoca le nuove autorizzazioni per la messa in vendita dei prodotti fitosanitari che lo contengono.

Rilevante è la scelta di alcune regioni italiane, come la Calabria che, in attesa della decisione sul Glifosato a livello europeo, ne hanno vietato l’utilizzo nei Piani di Sviluppo Rurale per interrompere immediatamente il finanziamento delle pratiche agronomiche che prevedono l’utilizzo di un prodotto cancerogeno per gli animali e probabile cancerogeno per l’uomo, oltre che principale inquinante delle acque superficiali e sotterranee come evidenziato dai dati ISPRA.

Sul piano scientifico, a smuovere dapprima l’interesse sull’erbicida è stata la valutazione di cancerogenicità espressa dallo IARC (International Agency for Research on Cancer), organo dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), che in un documento pubblico definisce l’erbicida come “probabile cancerogeno per l’uomo”, classificandolo nel gruppo 2A in relazione alla pericolosità per la salute umana. Dal documento, divulgato anche su The Lancet Oncology, emerge una forte correlazione epidemiologica tra l’esposizione al Glifosato e il linfoma non-Hodgking.

Oltre all’azione oncogena il Glifosato, come risulta da numerosi studi, sembra agire anche come interferente endocrino, perturbando molteplici e delicate funzioni cellulari. Di parere opposto è invece l’EFSA, secondo cui è improbabile che la sostanza sia genotossica.

Non si propone di classificare il Glifosato come cancerogeno nei regolamenti UE in materia di classificazione, etichettatura e imballaggio delle sostanze chimiche, convenendo sul fatto che, né i dati epidemiologici né le prove da studi su animali, abbiano dimostrato nessi causali tra esposizione al Glifosato e insorgenza di cancro nell’uomo.

Eppure sul piano ambientale continuano ad esserci evidenze importanti, come quelle dell’ultimo Rapporto Nazionale Pesticidi nelle acque di ISPRA, relativo al biennio 2013-2014, in cui si evidenzia come, per le acque superficiali, in 274 punti di monitoraggio (21,3% del totale) sono state ritrovate concentrazioni superiori ai limiti di qualità ambientali.

Tra le sostanze che hanno superato più frequentemente tale limite c’è proprio il Glifosato e il suo metabolita AMPA.

Altri studi confermano l’impatto di questo principio attivo sul suolo. Oltre al già concla­mato effetto di accelerazione del fenomeno di erosione, ricercatori indipendenti stanno pubblicando studi che dimostrano l’impatto del Glifosato su funzioni chiave della rizosfera, tra cui la riduzione dell’assorbimento dei nutrienti da parte delle colture, una minore fissazione dell’azoto e una maggiore vulnerabilità ad altre malattie, il che si può tradurre in un calo della produttività agricola.

Nei sistemi agricoli il Glifosato è tossico per gli organismi benefici del suolo e gli artropodi benefici e predatori, oltre ad aumentare la suscettibilità delle piante alle malattie.

In silvicoltura e l’agricoltura il Glifosato danneggia le loro scorte di cibo e l’habitat di piccoli mammiferi e uccelli.

La Coalizione #StopGlifosato che oggi si compone di 45 organizzazioni tra associazioni ambientaliste, fra le quali Legambiente, del biologico e del biodinamico, ha avviato una campagna di sensibilizzazione per rendere evidente che le alternative al Glifosato esistono: sono le buone pratiche agronomiche e i metodi di coltivazione del biologico e del biodinamico.

Pratiche come lo sfalcio e la trinciatura delle erbe non possono essere considerate un ritorno al passato: sono, piuttosto, una delle risposte a una serie di emergenze, come il drastico impoverimento della sostanza organica nel terreno, l’esigenza di limitare l’erosione dei suoli e quella di proteggere la biodiversità e gli habitat naturali.

Oggi la vera innovazione è adottare l’approccio agroecologico, per migliorare la fertilità dei suoli, diversificare le produzioni, aumentare la capacità di sequestro di carbonio, garantire raccolti adeguati e affrontare il controllo dei parassiti e delle erbe seguendo e monitorando le dinamiche naturali.”Il mondo agricolo ricopre un’importanza rilevante nella nostra città e pertanto anche una grossa responsabilità che già molti agricoltori si sono assunta e che, confidiamo, si diffonda con consapevolezza a tutti i coltivatori.

Ospiteremo sul nostro sito gli eventuali interventi, considerazioni e riflessioni sull’argomento che associazioni e cittadini volessero inviarci al nostro indirizzo e-mail: [email protected]

Vi invitiamo a sottoscrivere la petizione perché venga applicato il principio di precauzione in nome della tutela della salute pubblica, presente nel sito www.stopglifosato.it

Altri link per ulteriori informazioni:

https://www.youtube.com/watch?v=7Qu2uWXXfSA

https://www.legambiente.it/sites/default/files/docs/manifesto-glifosato2.pdf

http://www.isde.it/tag/stop-glifosato/

http://www.suoloesalute.it/agricoltura-biologica-migliore-alternativa-al-glifosato/

http://www.isprambiente.gov.it/files2017/pubblicazioni/rapporto/Sostenibilit_pesticidi.pdf

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